ARTE E CULTURA
 
 

 

LE PINACOTECHE RUPESTRI

Sulle balze delle Murge, ad Altamura,Gravina,Laterza,nella Terra di Bari, tra Monopoli e Fasano, o di Brindisi, a San Vito dei Normanni, o nel Tarantino,nel Parco delle Gravine,tra Massafra, Mottola,Castellaneta, Crispiano,fin nel cuore delle Serre Salentine, visse la civiltà delle grotte.
Fu questo il modello della riorganizzazione bizantina dei chorìa, i villaggi rurali nelle terre del Sud. Le lame della fascia adriatica, come i canyon dell’anfiteatro ionico, hanno offerto all’uomo la possibilità di ripararsi da ogni invasore: non furono solo rifugio, ma la vita stessa della Puglia e del materano; vere e proprie città sotterranee presero vita tra le ampie crepe del calcare in quella che molti hanno chiamato la civiltà della rupe o delle tane.
Per la conformazione del territorio sono in Puglia e in Basilicata questo miracolo è stato possibile. Per trovare qualcosa di simile dobbiamo andare in Oriente, tra la Grecia e la Cappadocia, nelle Terre di Bisanzio e dei monaci si San Basilio: furono proprio questi fraticelli, a cavallo dell’anno Mille a portare oltre l’Adriatico il culto delle Sacre Icone e il segreto per cavare il tufo e trasformare una grotta in chiesa con gli archi perfetti, le colonne lisce e i capitelli decorati, aprendo nicchie e altari, iconostasi e sott’archi, absidi e navatelle. I monaci greci fondarono eremi per anacoreti di fede cristiana esicastica e cenobi per piccole comunità; ripopolarono le campagne del Sud e trovarono in Puglia una Terra di calore e d’accoglienza. Questi insediamenti subrupe hanno tutto delle grandi chiese ma in miniatura e i colori ad affresco ancora fanno bello e affascinante questo mondo sepolto dal tempo che custodisce intatta la più sacra pinacoteca sotterranea di Puglia.
Una galleria di Santi e di Sante di Oriente e Occidente: Basilio, Nicola, Giorgio, Lucia, Elena, Stefano, Margherita, Caterina, Cosma ,Damiano, Eligio, come icone ad affresco , dipinte su pietra o intonaco, donano meraviglia e stupore al pellegrino e al visitatore. La tecnica dell’affresco è legata alle proprietà della calce che, unita alla sabbia e all’acqua, nel momento dell’ essicazione, riesce a fissare al suo interno il colore. Tutto si lavora a fresco, dall’intonaco umido alla stesura del colore con pigmenti naturali diluiti in acqua. Poi ci penserà la parete calcarea e l’aria, nelle trasformazioni chimiche della carbonatazione della malta, a conservare, nei tratti e nelle forme, una cromia che è riuscita a scavalcare lo scorrere inesorabile del tempo.

 

 

   

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