TRADIZIONI E ARTIGIANI
 
 

 

PIETRA LECCESE

È una roccia costituita principalmente da carbonato di calcio (CaCO3) sotto forma di granuli di calcare (microfossili e frammenti di fossili di fauna marina, risalenti a circa sei milioni di anni fa) e di cemento calcitico, a cui si legano glauconite, quarzo, vari feldspati e fosfati, oltre a sostanze argillose finemente disperse (caolinite, smectite e clorite), che nelle diverse miscele creano differenti qualità della roccia.Le peculiarità di questa roccia ne hanno da sempre fatto un materiale che ben si presta alla lavorazione artistica. La sua morbidezza la rende adattissima alle realizzazioni di sofisticati disegni e decorazioni intricate come merletti, all’insegna del barocco leccese; il suo colore ambrato la rende ideale per la costruzione di edifici sacri e palazzi gentilizi, ma anche dimore "rusticamente" eleganti; la solidità di questa roccia calcarea, che si indurisce col passare del tempo, la rende ottimale per "scrivere" la storia di questa terra.
Grazie alla sua composizione, la pietra leccese ha assunto la funzione di materiale idoneo alle decorazioni ed è grazie anche alla sua presenza che oggi possiamo ammirare numerose opere in stile Barocco, come ad esempio la chiesa di “Santa Croce” a Lecce.

LA PIETRA VIVA
Completamente diversa dalla pietra leccese è la pietra ‘‘viva’’, che si presenta grigia e compatta ed è di origine calcarea.
Dalla pietra viva, si ricavano i basoli per la pavimentazione di strade e le piazze, che ritroviamo soprattutto nei centri storici e delle strade più antiche, e nei marciapiedi. Inoltre viene utilizzata per la realizzazione dei “muri a secco” e per le recinzioni di ville, giardini.
La loro tecnica costruttiva è rimasta invariata,essa consiste nell’individuare il banco di roccia, costruire la base formata da due file parallele di pietre grosse e sulle quali si appoggiano le altre;gli interstizi vengono poi riempiti da materiale più fine.Una volta raggiunta l’altezza desiderata,la copertura è effettuata con lastre di pietre poste di taglio.Per concludere si chiudono le eventuali fessure inserendovi scaglie di pietra.Un particolare tipo di muro a secco è il “paralupi” che serviva per impedire che animali selvatici si arrampicassero e penetrassero all’interno del recinto.Lungo il litorale marino, i muri a secco sono stati utilizzati anche in difesa delle colture dagli agenti atmosferici.

 

 

 

   

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