ARTE E CULTURA
 
 

 

Itinerario dell'Acqua

Osservando l’Italia sulla carta geografica, percorrendola per tutta la sua lunghezza, seguendo la linea dallo sperone al tacco, cade lo sguardo sulla Puglia, regione che si potrebbe definire “penisola nella penisola”, dalla simpatica forma allungata, protesa verso est, e bagnata da due mari,lo Ionio e l’Adriatico.
Questa lingua di terra distesa sul mare, da sempre ha sofferto per la carenza d’acqua, tant’è che pare si debba derivare il suo nome dal termine “a-pluvia”, nel significato letterale di "priva di pioggia". Già Orazio aveva definito siticulosa la Puglia, terra senza fiumi ma col terreno carsico che assorbe le rare piogge in grotte, lame, falde e doline. La costruzione dell’Acquedotto Pugliese, 15 milioni km di rete idrica,  costituisce una sfida alla natura matrigna che aveva privato la regione d’uno degli elementi indispensabili all’esistenza fisica e alla vita civile. Il primo zampillo d’acqua arriva a Bari il 24 aprile 1915 quando alle 11, dalla fontana monumentale appositamente costruita in Piazza Ateneo, si innalza, per parecchi metri, un lungo fiotto di acqua pura proveniente dalle sorgenti campane del Sele.
Il tratto di acquedotto da percorrere anche in bici è sicuramente suggestivo in quanto unisce la bellezza del tratto naturale e sterrato, lontano dal caos delle strade, tipiche dell'acquedotto e la bellezza della valle d'Itria e dell'alta murgia, con i suoi trulli, le colline, i muri a secco, ecc.
Il percorso inizia dalle torri di risalita della Selva di Fasano e del Canale di Pirro, vallata carsica su cui si affaccia Cocolicchio, piccolo borgo di trulli antichissimi.
A pochi km, a Coreggia in agro di Alberobello, si riconosce un ponte alto 20 mt su cui corre l’acquedotto da più di 100anni. Il percorso, dopo aver toccato anche le campagne di Castellana, termina a Putignano.

LAGHI CARSICI DI CONVERSANO
Gruppo di dieci doline carsiche con accumulo stagionale di acque superficiali. Nelle doline sono stati costruiti pozzi di raccolta delle acque superficiali.
L'area si presenta come un'alternanza di zone boschive e pascoli, seminativi e oliveti. Il territorio spicca per i fenomeni carsici di superficie e per il paesaggio rurale in pietra a secco con muretti, casedde, specchie.
Il quadro naturalistico è arricchito dalla gravina di Monsignore, incisione carsica che si estende dai livelli più alti più alte della Murgia di sud-est fino alla costa. Di particolare interesse la presenza di aree archeologiche situate in aree limitrofe ad alcuni laghi, come Torre di Castiglione e Agnano.
La zona con le antiche cisterne, i monumenti vegetali, i reperti archeologici e l’architettura rurale, consente di percorrere un itinerario unico per immergersi nella natura e nei paesaggi di questa parte delle Murge.

GROTTE DI CASTELLANA
Situate a circa 40 chilometri da Bari, le grotte sono conosciute fin dall’antichità, sebbene le popolazioni locali ne conoscessero solo l’anticamera, La Grave, e si limitassero ad utilizzarla come deposito/discarica. Ne avevano anche un po’ paura e la grotta era legata a leggende e dicerie, perchè sprofondando così nel buio della roccia evocava immagini di inferno e diavoli, di mistero e magia.
Sarà solo nel 1938 che uno speleologo lodigiano, Franco Anelli, esplorerà le grotte più in profondità. Oggi le grotte sono percorribili per circa tre chilometri in profondità. Una visita completa dura più di due ore durante le quali si sprofonda nelle viscere della terra per ammirare il fantastico mondo sotterraneo di stalattiti e stalagmiti, grumi di cristalli dai colori più diversi che sembrano opera di un gioielliere ispirato, colonne di alabastro imponenti che sembrano sostenere la volta oppure sottili come ceri di una chiesa.

GROTTA DEL TRULLO DI PUTIGNANO
La grotta del trullo, con i suoi 75 anni di turismo, rappresenta un simbolo per la Puglia e l'Italia. E' stato il primo sito turistico aperto nella regione Puglia e tra le prime grotte aperte al pubblico in tutta Italia. Ma oltre al fascino storico questa grotta sorprende anche per la bellezza delle sue concrezioni alabastrine e delle infiorescenze calcaree.

PARCO RUPESTRE DI LAMA D’ANTICO, SAN GIOVANNI E SAN LORENZO A FASANO
Il parco comprende tre chiese rupestri, tutte affrescate, e i relativi villaggi scavati nelle pareti della lama. Il sito, abitato già in epoca neolitica, ha avuto una continuità insediativa in epoca medievale, nel periodo compreso tra il X e il XV secolo. Il parco rappresenta inoltre un eccezionale esempio del connubio tra uomo e ambiente, ed in particolare tra vegetazione spontanea, segni del paesaggio agrario storico e tracce delle antiche frequentazioni.
Il villaggio rupestre di Lama d'Antico, tra i più interessanti ed estesi insediamenti rupestri della Puglia, conserva, ancora leggibili, molte delle caratteristiche proprie dell'articolato fenomeno della civiltà rupestre. Si riconoscono infatti spazi destinati a residenza, stalle, luoghi produttivi, spazi comunitari, organizzati intorno al fulcro del villaggio rappresentato dalla chiesa rupestre.

LAMA DEGLI ULIVI – giardino botanico A MONOPOLI
A Monopoli, immerso tra ulivi millenari, su un’estensione di circa tre ettari, sorge il giardino botanico “Lama degli Ulivi”. Le oltre due mila specie di piante ospitate costituiscono solo uno dei punti d’interesse di questo percorso storico-botanico sviluppato lungo una depressione carsica, o lama che crea meravigliosi angoli e prospettive.
L’assoluta originalità di questo posto traspare subito agli occhi del visitatore sia per l’ambientazione che per l’accostamento di specie provenienti da ogni area del mondo.
Risalenti all’anno 1000 d.C. sono le due chiese rupestri presenti all’interno del giardino.
Le chiese hanno immagini sacre affrescate, realizzate dal 1000 d.C. al 1200 d.C. ad opera di monaci fuggiti dall’impero ottomano durante la lunga persecuzione cristiana.
Da non perdere il Frantoio ipogeo del 500 a.C.

LAMA MONACHILE E FALESIE A POLIGNANO A MARE
Polignano a Mare, oggi “perla dell’Adriatico”, dista solo 30 km da Bari - verso sud est.
La sua caratteristica è la costa alta e a tratti frastagliata, sulla quale hanno sbocco numerose lame. Una di queste è Lama Monachile: una profonda insenatura immediatamente a ovest del centro storico, in cui si può ancora ammirare un tratto dell’antica via Traiana. Il suo nome è dovuto al fatto che in passato vi si è attestata la presenza della foca monaca. Numerose sono le grotte marine lungo la costa.



 

 

   

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